Testadura

TRENTASEIESIMA

BERTO E IL TESTA-DURA

Eccovi un altro episodio accaduto durante il periodo del servizio militare.

C’era tra noi un militare, proveniente da Borgo Panigale in provincia di Bologna, con la testa dura, ma così dura che lo soprannominammo “Testa di rinoceronte” , poiché si divertiva a gettare i sassi in aria per poi colpirli con la fronte, si trattava di sassi anche piuttosto grossi e si sentiva un rumore sordo al momento dell’impatto.

Aveva l’abitudine di rompersi in testa piatti e altri oggetti, ma il suo pezzo forte consisteva nell’appoggiare il gavettino al muro e appiattirlo a furia di testate; non so come non si sia mai rotto la testa, visto che il gavettino era durissimo.

Un giorno, con un gruppo di amici commilitoni, mi trovavo in una piccola stazione e, mentre aspettavamo il treno per andare in gita, il Rinoceronte cominciò a stuzzicarmi con un ramo, siccome continuò a farlo per parecchio, ad un certo punto mi stancai, afferrai il ramo e gli dissi: “Piantala!”, allorché lui si mise a correre come un matto. In un primo momento non capii il motivo per cui scappasse, ma poco dopo compresi, anzi, sentii il perché: aveva infilato la punta del ramo in una merda di cane!

Rimasi di cacca, pensando che avevo fatto proprio bene a non usare le mani quando feci quella scultura di feci!

Avrei voluto prendere lo “Stuzzicatore”, ma 4 amici mi fermarono, al che io dissi: “Guardate che volevo solamente fargliela mangiare” ma, purtroppo, il Rinoceronte non mi capitò più a tiro, per tutto il periodo di ferma.

Generoso come sono, dopo quasi cinquant’anni, non l’ho ancora perdonato, però mi piacerebbe ritrovarlo, e con lui tutti coloro che ho menzionato nei vari aneddoti.