Pugilato

VENTITREESIMA

BERTO PUGILE

ALLA FESTA DELL’UNITA’ AL PARCO LAMBRO

Frequentavo da tre anni una palestra di pugilato che, se non sbaglio, si trovava in via Conservatorio.

Ci si allenava, in palestra, per imparare qualcosa che servisse come difesa personale, ma l’allenatore, il signor Bertoldini, voleva che io combattessi, così ci fece fare un’esibizione al Parco Lambro e partecipai, con tutti gli altri compagni della palestra, contro un’altra palestra,

Poco lontano dal ring, c’era l’onorevole Togliatti che teneva un comizio ma, appena iniziarono i combattimenti, molti ascoltatori lasciarono il raduno per vedere il pugilato.

Mentre stavo salendo sul quadrato, un signore si presentò da me dicendo: “Sono della Ditta Sante e Pietro, articoli sportivi” e, notando che portavo le scarpe da tennis, mi disse: “ Se vinci l’incontro, ti regalo un paio di scarpe per il pugilato, se pareggi ti do una scarpa sola e l’altra la paghi”.

Come era stato concordato, l’incontro finì alla pari, poiché si trattava di un’esibizione e non dovevamo affondare i colpi, per cui non andai a ritirare le scarpe.

Invece andò male ad un nostro atleta, mio amico, si chiamava Cipolla ed abitava in via Passerella, poiché il suo avversario lo colpì duramente, contravvenendo agli accordi presi, così il povero Cipolla scese dal ring tutto sanguinante.

L’unico che ho steso nella mia carriera di pugile, è stato un pipistrello che era entrato in palestra e nessuno riusciva a prendere; quando giunse sul quadrato dove mi stavo allenando, coi guantoni lo colpii al mento e andò a sbattere contro un grande specchio che usavamo come ombra.

Lo contarono fino a 9 e, visto che stava rinvenendo, lo portarono all’aperto e lo liberarono.