Pavoncelle

TRENTAQUATTRESIMA

BERTO E LE PAVONCELLE

Durante il servizio militare, nel corpo dei carristi, un giorno avvenne che un sergente mi diede due cartucce e un fucile (di un bersagliere), poiché gli avevo promesso che gli avrei portato due pavoncelle.

Vi erano diversi voli di pavoncelle, ma erano inavvicinabili;io mi ero appostato da diverso tempo ormai in un canale e di fronte a me avevo il prato con gli uccelli, ma purtroppo non arrivavano mai a tiro.

Ad un tratto suonò l’adunata, cosicché feci per avviarmi, quando vidi gli altri militari che sopraggiungevano anch’essi richiamati dallo squillo della tromba, e a quel punto le pavoncelle, spaventate, si alzarono in volo sopra il mio nascondiglio; sparai due colpi e due volatili caddero a terra,allorché i militari che si stavano già schierando,corsero a raccogliere le pavoncelle.

Io uscii dal mio rifugio sotto lo sguardo dell’ufficiale di turno e pensai: “Qui mi prendo una medaglia come la volta del borotalco”, ma per fortuna non disse nulla, forse anche perché mi vide consegnare i pennuti che avevo colpito al sergente.

Il solito sergente, durante una dimostrazione, mi fece scendere con il carro armato in una buca a strapiombo,per prendere il nemico alle spalle;da lì, però,non si era mai scesi perché il fondo era troppo stretto,ed infatti, nel tentativo di risalire rimasi incrodato(ossia bloccato incastrato)e dopo diversi tentativi dissi al sergente:”Qui ci vuole il carro attrezzi per tirarci fuori!”, ma il sergente, che non voleva subire quell’onta, prese i comandi del mezzo e dopo varie e rabbiose manovre riuscì a farci uscire.

In seguito capii che il carro non funzionava come prima,infatti controllando l’olio mi accorsi che nella coppa era entrata dell’acqua, così riferii al sergente che probabilmente avevamo bruciato la testata; Ma egli non si perse d’animo e, siccome voleva vincere a tutti i costi le esercitazioni,mi disse: “Vai a piedi lungo quel fossato, troverai i nemici, cerca di farli prigionieri”. Mi calai nel fossato e vi trovai delle squadre di bersaglieri con le mitragliatrici;in silenzio li catturai, gruppo dopo gruppo e, con la pistola puntata, ma scarica, li consegnai al sergente e ai vari comandanti della manovra, i quali ci rimasero molto male poiché non era previsto che noi vincessimo.