Pastacolla

TRENTUNESIMA

BERTO E LA PASTA COLLA

Al corso di pilota-carri vi era un ufficiale istruttore che era un bravo disegnatore, infatti inviava spesso cartoline disegnate da lui, in pochi minuti. Un giorno, Berto e un gruppo di militari di Milano andarono dall’ufficiale a protestare perché la pastasciutta era un blocco unico, immangiabile. Così, con un pentolone di pasta e un mestolo, seguirono l’istruttore dal Colonnello; per sua disgrazia, il pentolone lo portava Berto, il quale riempì col contenuto tutti i portacenere a colonna che trovò lungo il tragitto. Il Colonnello li ricevette e li congedò subito dopo, non li mandò in congedo, bensì li fece ritornare in camerata, trattenendo solo il povero ufficiale, che venne redarguito. Tutti gli altri, compreso Berto, dopo il corso vennero trasferiti in un posto lontano e molto scomodo.

IL CAMIONCINO CON UNA SOLA MARCIA

Berto stava partecipando ad una lezione di scuola-guida su di un camioncino anteguerra, uno SPA; erano una trentina di allievi che si alternavano alla guida. Quando giunse il momento di Berto, ingranò la prima e stette molto attento con la frizione, per fare una partenza senza strappi, dopo un po’ il Sergente disse: “Cambia, cioè passa in seconda”, ma Berto rispose che non c’erano più marce, poiché aveva messo la quinta e sperava che il Sergente non si accorgesse dell’errore, visto che il mezzo, ormai, andava ad una buona velocità.

Berto sembrava avere la calamita per i guai e aveva la faccia da cretino, senza che lo sapesse. Un giorno andò da lui un commilitone che gli chiese un favore e il nostro amico rispose: “Se posso, te lo faccio”, credendo che gli cercasse dei soldi, invece il ragazzo tirò fuori da una scatola un mattone e gli spiegò che era sposato e che doveva tornare da sua moglie, così gli chiese di rompergli un braccio col mattone, per poter andare a casa. Berto stette un attimo a pensarci su, poi gli rispose:” Se non te ne vai, il mattone te lo rompo in testa!”.