Madonna

NONA

LA MADONNA LA M’HA SALVA’

Quella nel titolo fu la frase che dissi a mio fratello Paolo che mi stava cercando, dopo essere precipitato con tutto il pavimento al piano di sotto di una casa diroccata dai bombardamenti, saltando da un camino di un locale soprastante.

Mio fratello estrasse dal mucchio di macerie la mia mantellina perciò credette che mi trovassi là sotto, invece io stavo andando su e giù per le scale per cercare di fare passare il dolore per la caduta.

La Madonna che intendo io è quella di Caravaggio che credo mi abbia sempre protetto durante la mia vita, e alla quale, ancora oggi, mi rivolgo quando mi trovo nei guai.

Ricordo che da bambino, a Pasqua, andavamo al Santuario per fare benedire le uova sode, portavamo due piatti , avvolti nei tovaglioli, con una decina di uova ciascuno e, dopo la benedizione ne offrivamo uno al Santuario.

Oggi, ripensandoci dopo tanti anni, mi chiedo se valeva proprio la pena di trasferirci a Milano.

Quando vado a Caravaggio, guardandomi in giro. Mi accorgo che stanno meglio di noi che siamo andati ad abitare a Milano nel 1937, infatti, che io sappia, a Caravaggio non è mai morto nessuno di fame, semmai qualcuno sarà morto di sete (sì, sete di Barbera!).