IL teatro Balbo di Torino è gremito. Sul palcoscenico quasi buio una sciantosa avvolta in un ampio mantello nero canta il ritornello: " Tripoli, bel suoi d'amore, / ti giunga dolce questa mia canzon. / Sventoli il tricolore / sulle tue torri, al rombo del cannon. / Naviga o corazzata. / Benigno è il vento e dolce la stagion. / Tripoli, terra incantata, / sarà italiana al rombo del cannon! ". Tutti gli spettatori sono in piedi. In tripudio. Poi, s'accendono improvvisamente le luci, Gea della Garisenda, una romagnola alta e formosa, getta via il mantello e appare coperta della bandiera tricolore. Il ritornello (testo di Giovanni Corvetto, musica di Colombino
Arona) viene ripetuto a gran voce in teatro, per le strade, nei caffè.E' l'ottobre 1911. Le truppe italiane sono sbarcate in Tripolitania. E' cominciata la guerra libica Il motivo contingente che porta al conflitto è fornito dal rifiuto della Turchia di accettare le nostre richieste per una maggiore protezione degli italiani che lavorano nell'impero ottomano, di cui fanno parte anche la Tripolitania e la Cirenaica.Le cause storiche sono note. L'Italia ha degli interessi commerciali da difendere e di fronte all'arraffa arraffa delle altre potenze in Africa vuole assicurarsi una fetta della quarta sponda. La Francia, infatti, ha occupato il Marocco con

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