Ferito Grave

OTTAVA

BERTO FERITO GRAVE

Berto, come al solito molto indaffarato, si aggirava in via Francesco Sforza, nei pressi di dove, dicono, era situato il Ponte delle Sirenette.

La villa era disabitata e Berto scavalcando il muro di cinta, come era sua abitudine, cercava delle rose selvatiche che poi trapiantava, anche se con scarsi risultati, visto che quasi sempre morivano.

Quella volta, però, qualcosa andò storto, infatti saltando giù dal muro di cinta, con gli zoccoli, sul prato sottostante, si andò a infilare con il calcagno su degli spuntoni di ferro che erano nascosti nell’erba. Si trovò sanguinante, con lo zoccolo rotto e una lunga punta di ferro ritorto conficcata nel tallone, in profondità. Dopo vari strattoni riuscì a liberarsi e, zoppicante, rientrò a casa, tenendo segreto l’accaduto.

Tornando agli spuntoni, era posti lungo tutto il muro di cinta, evidentemente Berto scavalcava proprio dove ne mancava uno, che era caduto nell’erba alta che lo nascondeva.

In quel periodo, i giardini delle ville erano incolti e le case probabilmente disabitate, poiché Berto non ha mai visto segni che indicassero il contrario ed in effetti non sa nemmeno lui il perché abbia scavalcato il muro, visto che il portone che dava su via degli Arditi era sempre aperto!

Il nostro eroe era appassionato di giardinaggio e teneva una trentina di vasi su di un ballatoio che si affacciava sul cortile che aveva l’ingresso in via Durini, che era poi una casa bombardata.

Seminava le zinnie e quando trovava qualche rosa la trapiantava, così si era creato il suo giardino privato.