Contadino

VENTUNESIMA

VENTIDUESIMA

BERTO E IL CONTADINO – PORCO

Un giorno partecipai, come allievo, ad una gara ciclistica con la mia bicicletta nuova; eravamo partiti da Rho in 6-700.

Ad un tratto, passando da Cassina De’ Pecchi, paese vicino a Gorgonzola, uscì da un portone all’improvviso un maiale, che io presi in pieno, il che mi fece fare una capriola e rimasi muto e dolorante lì per terra; in quel mentre, una bestia, travestita da contadino, proprietario dell’animale, uscì di corsa e, senza nemmeno guardarmi, prese il suo maiale e rientrò nel suo cortile (bestia lui, con la sua bestia!).

E questa fu la mia prima gara!

Guardandomi in giro, oggi, mi rendo conto dell’enorme differenza di mezzi che sono a disposizione dei ciclisti oggigiorno: bici leggerissime, vestiario aderente (a buccia di cipolla), scarpe colorate in tinta con la muta; facendo un calcolo approssimativo, un cicloamatore può arrivare a spendere tranquillamente sui 10 milioni.

Ai nostri tempi, invece, ci si costruiva la bici poco alla volta ed eravamo in grado di riparare anche i palmer.

Andavamo in gita per allenarci, senza una lira in tasca e, alle volte, senza palmer di scorta; il più delle volte ci si aiutava tra di noi (era tutto più poetico!).

Una volta, sulla Madruzza (una salita) ci è venuta una gran fame e così, vista una pianta di ciliegie, ci siamo fermati e abbiamo riempiti la pancia coi dolci frutti; sfortuna volle che l’ultima ciliegia mi venne voglia di aprirla e all’interno trovai almeno 5 cagnotti perciò, facendo un rapido calcolo, più o meno 100 ciliegie per 5 cagnotti ciascuna, risulta che avevamo in pancia circa 500 cagnotti a testa.

Quelli sì, che erano bei tempi!