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giata che non ha precedenti. Scoppia il colera a Pietroburgo: 60 casi al giorno. Colera anche a Trani e a Barletta: le città vengono isolate. La serie nera dell'anno si conclude con allagamenti disastrosi in Liguria e Lombardia. Le irrequietezze della natura si riflettono sulla vita sociale. Violenze e dimostrazioni inaspriscono gli animi. In Italia, gli scioperi che nell'anno precedente erano calati sensibilmente, toccano nel 1910 il vertice di 1118, con una partecipazione di 200 mila lavoratori. Aumentano le tasse. A Milano è in vigore anche l'imposta di famiglia progressiva, con la pubblicazione del nome dei contribuenti sui giornali. I contribuenti si lamentano perché il " Fisco stabilisce il reddito molte volte solo per sentito dire " e perché la detrazione per il mantenimento individuale di 400 lire è considerata inadeguata succede anche |
oggi per la detrazione di 50.000 lire dalla Vanoni). Il costo della vita rincara. Una canzone dell'epoca s'intitola: " II marito che guadagna tre lire al giorno letica con la moglie perché non gli son bastanti". L'autore è Cesare Picchi detto il Moro di San Gallo. MOGLIE Caro marito dice la Lena Se si desina non si cena Alle domande mi risponderai Del tuo guadagno cosa tu ne fai.
MARITO Razza d'un cane levati di torno Tu sai guadagno tre lirine il giorno II Dio ti mandi un accidente E quando piove non guadagno niente.
Va via vanesia levati di torno Io per me spendo mezza lira il giorno. E ci s'intende con poche parole Compro un'aringa e me ne vado al sole. Un sigaretta con un ventin di vino E' beli'e andato via mezzo franchino.
MOGLIE Ma farla smessa o scellerato Tu vedi tutto gli anno rincarato Se non avessi i miei parenti Si morirebbe d'accidenti. n franco e trenta ci vuoi di pane Uno e settanta a te rimane Metti un trentino di fagioli Ma son pochini per quattro figliuoli. Caro marito se tu vuoi capire E ci vuoi l'olio se li vuoi condire Tra pepe e sale mettici un soldino Di condimento ci vuole un ventino. Scrivi scrivi cervellone Metti due soldi di carbone Devi capire l'è cosa vera E altri dieci per stasera. Metti di carne un quarantino E sette soldi mettili di vino. Ma guarda il conto s'accatasta Or cinque soldi scrivimi di pasta Scrivi sei soldi per la colazione E mezza lira per la pigione. Dimmi un poco come ti difendi Con il mezzo franco che tu spendi Tira il conto caro Poldo Son quattro lire meno un soldo.
Come si vede nella famiglia di un operaio i conti non tornano. Tralasciando il pane che costa 39 centesimi al chilo (per avere una idea approssimativa del valore di questi prezzi si consideri che una lira di allora vale 404 lire del 1966) e la pasta 53 centesimi, dieci sigarette 24 centesimi, un pezzo di sa-
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meta non si vede e il dramma si tramuta in farsa. A Milano il Biffi, il Savini, la Fiaschetteria, tutti i locali noti e meno noti, sono gremitissimi. Si mangia, si brinda alla continuazione del mondo. Al Kursaal Diana, comincia, verso la mezzanotte, una festa cometaria con lampade ad arco e strumenti a fiato, con cene, pattinaggio e danze all'aria libera. A Roma il Pincio è aperto al pubblico; un'ordinanza municipale ha fatto aprire anche la bella passeggiata di villa Corsini al Gianicolo. Il castello dei Cesari sull'Aventino scintilla festosamente di lumi e di tavole imbandite e infiorate. Così va il mondo. Dopo la paura si fa baldoria. Ed era giusto, perché da gennaio fino ad aprile le sciagure si erano susseguite in ogni parte del mondo con un crescendo impressionante che doveva concludersi secondo le persone più sensibili nell'apocalittico impatto della cometa sulla Terra. In gennaio: la Senna si gonfia e allaga Parigi; 42 morti in una tempesta sulla Manica; a Gubbio frana il Monte Calvo; Bordeaux è isolata da una tempesta; Puglie, Lucania, Calabria e Sicilia sono terrorizzate da ripetute scosse di terremoto; in Canada una valanga seppellisce 90 ferrovieri. Violento terremoto in tutta la California; il Vesuvio entra in attività; il territorio di Foggia è allagato da piogge torrenziali; l'Etna minaccia Catania con una cascata di lava incandescente; in Costarica la città di Cartago è distrutta dal terremoto. Breve pausa fino all'arrivo della cometa Halley e subito dopo, come se volesse vendicarsi delle beffe che gli uomini si sono presi per il mancato scontro, la natura riprende ad accanirsi. La terra trema ripetuta-mente a Messina, Catanzaro, Chiavari, Reggio Calabria, San Francisco e Monaco; un tornado distrugge a Vladivostok trenta battelli, duecento i morti; inondazione a Tokio, 30 mila case danneggiate; Ischia, Amalfi, Torre del Greco, Vietri sono spazzate da una mareg- |
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