VENTINOVESIMA

BERTO PESCATORE SUL LAGO DI VARESE

Un giorno Berto, intento a pescare sul lago di Varese, vide che avevano scaricato nell’acqua degli scarti di marmo provenienti da qualche cimitero e, guardando bene, notò che una delle lapidi giaceva intatta, rovesciata sulla superficie del lago; per curiosità, la prese, la girò e ... a momenti gli prese un colpo! Non ci crederete, ma sulla lapide vi erano incisi il nome ed il cognome del nostro amico al quale, come potrete immaginare, si congelò il sangue nelle vene, ma poi, guardando meglio, vide che le date non coincidevano e si rilassò.

E’ così, comunque, che Berto può ben dire di aver visto la propria lapide, la quale, se non credete alla storia, dovrebbe ancora trovarsi nel lago, scagliatavi da Berto, ad alcuni metri dalla riva.

A proposito di pesca, Berto ci tiene a dire che il suo maestro fu il suo amico Fausto Morsia di Piacenza, ex-ufficiale dei Bersaglieri, conosciutissimo in Svizzera, dato che per quarant’anni si recò a pescare a Locarno e ad Ascona dove si fece molti amici, tra cui la famiglia Pisciani e il sig. Rampazzi Antonio di Ascona; in seguito si unì a loro una ragazzina di nome Petra che pescò con loro per diversi anni.