Arcore

VENTISEIESIMA

BERTO AD ARCORE SOTTO LA MACCHINA

Un giorno, mentre Berto andava in giro col suo Gilerino nuovo fiammante, ancora col fermo sul carburatore, poiché la moto era in rodaggio e non poteva superare i 60 chilometri orari, ad un tratto uscì dal posteggio una vettura (una FIAT 500) che si trovava vicino ad un campo di calcio; il conducente della 500 si stava immettendo sulla strada senza guardare, Berto, con la sua moto, non poté evitarla e urtò la vettura sulla ruota anteriore sinistra.

Sbalzato sull’asfalto, cadde davanti alla 500 che, invece di frenare, lo investì passandogli sopra e si fermò davanti a un fosso.

Berto, cadendo, per istinto si raggomitolò e si ritrovò sotto la macchina rotolando e, ad ogni giro la sentiva sollevarsi di peso sopra di lui e, nel frattempo, riuscì ad ammirarne tutto il fondo, sporco di grasso.

Sentiva le donne che gridavano e in quei pochi istanti sotto la vettura, rivide in un baleno tutta la sua vita trascorsa, mentre pensava che sarebbe morto.

Venne poi ricoverato in ospedale, sbucciato come una banana!

Come al solito, il fratello Paolo e gli altri amici motociclisti erano andati avanti; loro avevano moto più grosse e non erano in rodaggio come quella di Berto.

Non c’era, nella sua compagnia, un minimo di organizzazione, se succedeva qualcosa, ci si doveva arrangiare, com’è accaduto al nostro amico.

Per fortuna, il nostro eroe aveva la pelle dura e se l’è sempre cavata; comunque, qualcuno in questa occasione ha vegliato su lui.