Studia Minga

 

Decima

Berto studia minga

Studiò tanto cosa fare per non studiare,che alla fine ci riuscì: e chiese a suo padre di mandarlo a lavorare.

Il primo impiego,a dieci anni, fu di garzone presso un parrucchiere per signora in via Durini, di fronte al negozio vi era l’insegna del ristorante: “El Boecc”.Dopo alcuni anni di lavoro, e un po’ di malizia in più, capii perché il parrucchiere era solito chiudersi in uno stanzino con le clienti e ne usciva dopo un po’ tutto sudato, che gran lavoratore.

Berto e la fame

Ricordo che quando ero ragazzino, mia madre comperava 8 Kg di pane tutti i giorni e dopo ogni pasto doveva chiudere a chiave ciò che ne restava, altrimenti lo mangiavamo tutto,visto che eravamo sette tra fratelli e sorelle sempre affamati.

Sapete cosa si mangiava ogni mattina? Pane e latte; ma che pane! E che latte! Il pane era nero come il carbone e dal latte nostra madre prima ricavava il burro e il siero che rimaneva era il nostro… latte.

In tempo di guerra,nel periodo in cui fummo sfollati a Caravaggio,a casa di nostra nonna, in Via Bianchi dove c’era un negozietto di ciclista, le cose cambiarono.

Ad esempio ricordo che alla sera la cena era composta da polenta e latte mentre, la sera dopo il menu cambiava, e c’era polenta e verza e cosi per dei mesi.Cosa si mangiava a mezzogiorno non lo ricordo, ma non era cosi divertente come alla sera.

Siccome mio zio Angelo lavorava, per cena , mentre noi mangiavamo solo polenta e verza, a lui veniva anche dato un piccolo salamino e per non farsi vedere nascondeva il piatto con le mani, cosi noi ci saziavamo con le verze e l’odore del salamino.

Non avendo la radio, noi fratelli più qualche cugino, ci divertivamo facendo a gara a chi scoreggiava di più e tra le risa andavano a letto, in sei nello stesso!.